Stefania Baroncelli sul titolo di Alto Adige sull’Autonomia

“Autonomia salva. Risolto il disastro del Pd” una lettura distorta
Il titolo “Autonomia salva. Risolto il disastro del Pd”, così titola l’Alto Adige, riferendosi al dibattito sull’autonomia al Festival dell’Economia di Trento. Il titolo propone una lettura semplificata e distorta di una vicenda costituzionale complessa.
Attribuire al Partito Democratico la riforma costituzionale del 2001 è storicamente inesatto: nel 2001 il PD non esisteva ancora, essendo nato solo nel 2007. La riforma del Titolo V fu approvata nella XIII legislatura dalla maggioranza di centrosinistra dell’Ulivo, in un contesto politico e istituzionale molto diverso da quello attuale.
È altrettanto fuorviante liquidare quella riforma come un semplice “disastro”. È vero che il nuovo Titolo V ha prodotto criticità, in particolare un aumento del contenzioso tra Stato e Regioni davanti alla Corte costituzionale e una ripartizione non sempre chiara delle competenze. Ma quella riforma nasceva dall’esigenza di rafforzare il regionalismo, dare maggiore responsabilità ai territori e valorizzare il principio autonomistico sancito dalla Costituzione.
Il problema non è stato l’obiettivo dell’autonomia, ma l’incompletezza del disegno istituzionale. Alla riforma del 2001 non seguirono interventi coerenti sul Senato, sui meccanismi di raccordo tra Stato e Regioni, sulla finanza territoriale e sugli strumenti di leale collaborazione.
Per questo respingiamo ogni tentativo di trasformare una questione costituzionale seria in una polemica di parte. L’autonomia non si difende con slogan né con titoli a effetto, ma con equilibrio, responsabilità e chiarezza delle competenze.
Il Partito Democratico continuerà a sostenere un’autonomia fondata sulla coesione nazionale, sulla solidarietà tra territori e sulla piena valorizzazione delle autonomie speciali e ordinarie, nel rispetto della Costituzione e dell’unità della Repubblica.
Stefania Baroncelli

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