PD: Il caso Glovo conferma la necessità del salario minimo

“Il controllo giudiziario d’urgenza richiesto dalla procura di Milano per Foodinho srl, la società che gestisce la piattaforma Glovo, è motivato dalla situazione di grave sfruttamento cui sono sottoposti i lavoratori, spesso stranieri, che lavorano per questa piattaforma.

La procura sostiene che la retribuzione, inferiore fino all’81% rispetto alla contrattazione collettiva e fino al 76% rispetto alla soglia di povertà, è in palese contrasto con l’articolo 36 della Costituzione. Un articolo che ci ricorda che una retribuzione non proporzionata né alla qualità né alla quantità del lavoro non è in grado di garantire una esistenza né dignitosa, né libera. E non possono certo essere definiti liberi lavoratori costretti a subire questo trattamento in ragione del loro stato di bisogno.

Colpisce che, pure a fronte del ripetersi di episodi di questo tipo (quello citato, su cui si attende la pronuncia del Gip, coinvolge potenzialmente fino a 40 mila lavoratori), continuiamo a scontrarci con l’indifferenza della maggioranza sulle nostre richieste non solo di un salario minimo, a garanzia del rispetto dell’articolo 36, ma anche di rafforzamento della contrattazione rappresentativa.

L’attività dei giudici, anche in questo campo, dà fastidio, come si vede dal grande attivismo che riscontriamo invece nella ricerca di ‘scudi’ che ne depotenzino l’operare”. – _Maria Cecilia Guerra_ ”

Questo messaggio è tratto dal canale Whatsapp del PD nazionale.
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