Daniela Rossi: da Scarafoni parole che accendono micce

DA SCARAFONI PAROLE CHE ACCENDONO MICCE
L’ascolto esige attenzione ed impegno. E’ un processo che richiede abilità e la capacità di affrontare gli imprevisti, di saper fare i conti anche con gli attriti o le collisioni. In politica occorre saper ascoltare, prerequisito per comprendere le diverse posizioni politiche. L’acredine con cui Anna Scarafoni si è espressa pubblicamente su stampa nei confronti di Stefano Fattor mette in luce che l’ascolto si deve imparare, ma occorre lo sforzo di decentrarsi da sé stessi per comprendere l’interlocutore. E’ evidente, infatti, che l’intervento del consigliere è stato ampiamente frainteso e reinterpretato dalla consigliera di FdI, al di là del significato vero di quanto espresso: la mera spiegazione di una teoria del condizionamento nell‘ambito di una presa di posizione politica. Ascoltando con autentica attenzione le parole di Fattor, se ne sarebbe, invece, compreso l’unico significato: gli stimoli, secondo l’etologo e medico Pavlov, condizionano il comportamento umano. Reagire ad una spiegazione non compresa con battute denigratorie, con generalizzazioni improprie e stereotipi rivolti alle consigliere comunali di diverso schieramento definite da Scarafoni “povere femministe, inutili residui di una storia che non esiste più” è invece espressione di violenza verbale. Manifestano intenzionalità dispregiative e diventano perciò pregiudizi. Purtroppo duri ad estinguersi. Il senso civico di chi rappresenta le istituzioni prende forma invece con ben altri modi, nel pieno rispetto delle differenze, delle storie altrui e della verità.

Daniela Rossi
Vicesegretaria del Partito Democratico Alto Adige Südtirol


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