Contronarrazione PD: il nulla cosmico del sindaco Corrarati

Comunicato del Il gruppo consiliare del PD – Partito Democratico
Il nulla cosmico del sindaco Corrarati

Dopo le recenti dichiarazioni dell’autoproclamatisi “sindaco del fare” Corrarati, il gruppo consiliare del Partito Democratico è costretto a fare contronarrazione per ristabilire un po’ di verità.

Zero Delibere. Dall’inizio della consiliatura sono passati 7 mesi e non è arrivata in consiglio comunale nessuna delibera se non quelle rare e banali di ordinaria gestione (pareri obbligatori ma non vincolanti su delibere provinciali o rinnovi di convenzioni già in essere). L’unica delibera “in proprio” è stata quella di approvazione del bilancio, impostato peraltro al 90% sul bilancio della precedente amministrazione. In consiglio se non ci fossero le mozioni delle opposizioni non ci sarebbe nulla da discutere.

“Bolzano capitale”. A parte il fatto che Bolzano è un “capoluogo” e non una capitale, constatiamo che non avendo idee in proprio è costretto a rubarle agli altri, vedi; A) programma del centrosinistra alle elezioni provinciali 2023 e comunali 2025; B) protocollo d’intesa con la Provincia fatto sottoscrivere dall’allora assessore Tommasini per il riconoscimento di Bolzano come città capoluogo; C) preambolo della legge urbanistica provinciale territorio e paesaggio voluto dall’amministrazione comunale in cui la Provincia ammetteva un ruolo speciale per Bolzano capoluogo. Risultati pratici? Zero ovviamente. La legge speciale per Bolzano l’hanno invocata tutti i sindaci precedenti; adesso che c’è il filotto della destra al governo Stato-Provincia-Comune le promesse erano di una “make Bozen great again” che nell’SVP (alleata di Corrarati e in giunta da 77 anni) nessuno si fila.

La Provincia non coinvolge Bolzano. Scoperta l’acqua calda! Dice il sindaco che scopre dai giornali che la provincia chiude il Laubenparking, e ha ammesso in consiglio di non aver saputo nulla della ristrutturazione degli ex telefoni di Stato e dell’utilizzo delle ex caserme Gorio, e tanto altro. Il filotto di cui sopra /Stato-Provincia-Comune) evidentemente non funziona molto bene neanche qui.
A Bolzano ci sono 1250 migranti e solo 100 negli altri 115 comuni. Bella scoperta… Ma per la cronaca; i 1250 migranti a Bolzano erano 400 prima che il governo nazionale di destra (Salvini ministro, leader della Lega alleata di Corrarati) facesse demolire i CAS distribuiti nei vari comuni dell’Alto Adige.

Bolzano è ferma da 30 anni. Nel programma delle comunali il centrodestra prometteva 1000 alloggi ma dalle sue recenti parole di Corrarati già mette le mani avanti (“i tempi del piano di sviluppo del territorio sono ancora lunghi”). In poche parole già si preannunciano 5 anni di nulla, neppure un progetto di massima per un nuovo quartierino. Sarebbe bello se almeno realizzasse un po’ di quel poco che si è fatto negli ultimi 30 anni, citiamo a caso i quartiere di Firmian, Casanova, Prati di Gries o perlomeno un’operazione criticata tipo Waltherpark (che per quanto criticabile si è però portata a termine).

L’areale è fermo al palo. Il ministro che se ne dovrebbe occupare (Salvini) è anche segretario di un partito alleato di Corrarati. Allora dovrebbe bastare chiedere. O no? O il filotto Stato-Provincia-Comune fa cilecca anche qui?
E il city manager? Niente neanche di quello. Improvvisamente non serve più.
L’agenda Bolzano. Ma oltre a quello già progettato, programmato e soprattutto finanziato con 60 milioni dalla precedente amministrazione che cosa c’è? Niente. A parte l’apertura già prevista di ponte Resia che si è voluta anticipare senza attendere di creare la rotonda davanti al distributore di via Volta e senza ridefinire quella di Ötzi, creando incidenti a raffica. Le aperture invece (non previste) di via Claudia Augusta e viale Trento stanno, quelle sí, creando un disastro a Oltrisarco.

Scoprire la realtà fa tornare coi piedi per terra, ma almeno i bolzanini elettori devono sapere che la distanza tra le promesse elettorali e il mondo reale non si può colmare solo con un po’ di marketing.

Il gruppo consiliare del PD – Partito Democratico

Stefano Fattor capogruppo Monica Bonomini vice capogruppo
Silvano Baratta Stefania Baroncelli Monica Franch Diego Laratta

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Das kosmische Nichts des Bürgermeisters Corrarati
Nach den jüngsten Erklärungen des selbsternannten „Bürgermeister-Macher” Corrarati sieht sich die Gemeinderatsfraktion der Demokratischen Partei gezwungen, eine Gegendarstellung zu liefern, um ein Mindestmaß an Wahrheit wiederherzustellen.

Null Beschlüsse. Seit Beginn der Amtsperiode sind 7 Monate vergangen, und im Gemeinderat ist kein einziger Beschluss eingebracht worden, abgesehen von seltenen und banalen Akten der laufenden Verwaltung (obligatorische, aber nicht bindende Stellungnahmen zu Landesbeschlüssen oder Verlängerungen bereits bestehender Vereinbarungen). Der einzige „eigene“ Beschluss war die Genehmigung des Haushalts, der im Übrigen zu 90 % auf dem Haushalt der vorherigen Verwaltung basiert. Ohne die Anträge der Opposition gäbe es im Gemeinderat nichts zu diskutieren.

„Bozen Hauptstadt“. Abgesehen davon, dass Bozen eine „Landeshauptstadt“ und keine Hauptstadt ist, stellen wir fest, dass Corrarati – mangels eigener Ideen – gezwungen ist, sie anderen zu stehlen, siehe:
A) Wahlprogramme des Mitte-links-Bündnisses bei den Landtagswahlen 2023 und den Gemeindewahlen 2025;
B) Absichtserklärung mit dem Land, unterzeichnet vom damaligen Landesrat Tommasini, zur Anerkennung Bozens als Landeshauptstadt;
C) Präambel des Landesgesetzes Raum und Landschaft zur Raumordnung, gewollt von der Stadtverwaltung, in der das Land Bozen eine besondere Rolle als Landeshauptstadt zugestand.
Konkrete Ergebnisse? Natürlich null. Das Sondergesetz für Bozen haben alle früheren Bürgermeister gefordert; jetzt, da die Rechte auf Staat-Land-Gemeinde-Ebene durchregiert, lauteten die Versprechen „make Bozen great again“ – doch innerhalb der SVP (Koalitionspartner Corraratis und seit 77 Jahren in der Landesregierung) interessiert das offenbar niemanden.

Das Land bezieht Bozen nicht ein. Eine sensationelle Entdeckung! Der Bürgermeister erklärt, er habe aus der Zeitung erfahren, dass das Land das Laubenparking schließt, und hat im Gemeinderat zugegeben, nichts von der Umstrukturierung der ehemaligen staatlichen Telefongebäude und der Nutzung der ehemaligen Gorio-Kasernen sowie von vielem anderen gewusst zu haben. Die oben erwähnte Durchregierung (Staat-Land-Gemeinde) funktioniert hier offenbar ebenfalls nicht besonders gut.
In Bozen leben 1.250 Migranten, in den anderen 115 Gemeinden nur 100. Eine große Überraschung … Zur Klarstellung: Die 1.250 Migranten in Bozen waren 400, bevor die rechte nationale Regierung (Salvini als Minister, Vorsitzender der Lega und Koalitionspartner Corraratis) die in den verschiedenen Südtiroler Gemeinden verteilten CAS auflösen ließ.
Bozen steht seit 30 Jahren still. Im Wahlprogramm versprach das Mitte-rechts-Bündnis 1.000 Wohnungen, doch Corraratis jüngste Aussagen zeigen bereits eine defensive Haltung („die Zeiten des Landesentwicklungsplans sind noch lang“). Mit anderen Worten: Es zeichnen sich bereits fünf Jahre des Stillstands ab, nicht einmal ein grobes Konzept für ein neues Wohnviertel. Schön wäre es zumindest, einen Teil dessen umzusetzen, was in den letzten 30 Jahren realisiert wurde – wir nennen nur beispielhaft die Viertel Firmian, Casanova, Grieser Auen oder zumindest ein umstrittenes Projekt wie den Waltherpark (der, so kritikwürdig er auch sein mag, immerhin fertiggestellt wurde).

Das Areal steht still. Der zuständige Minister (Salvini) ist auch Parteisekretär einer mit Corrarati verbündeten Partei. Dann müsste es doch reichen, einfach nachzufragen. Oder nicht? Oder versagt die Durchregierung Staat-Land-Gemeinde auch hier?
Und der City Manager? Auch davon keine Spur. Plötzlich wird er nicht mehr gebraucht.
Die Agenda Bozen. Doch was gibt es – abgesehen von dem, was bereits geplant, programmiert und vor allem mit 60 Millionen Euro von der vorherigen Verwaltung finanziert wurde? Nichts. Außer der bereits vorgesehenen Eröffnung der Reschenbrücke, die man vorgezogen hat, ohne den Kreisverkehr vor der Tankstelle in der Voltastraße zu realisieren und ohne jenen bei Ötzi neu zu gestalten – mit einer Serie von Unfällen als Folge. Die hingegen nicht vorgesehenen Öffnungen der Claudia-Augusta-Straße und der Trienter Straße verursachen hingegen ein echtes Verkehrschaos in Oberau-Haslach.
Die Realität zu erkennen, holt einen auf den Boden der Tatsachen zurück. Aber zumindest müssen die Bozner Wählerinnen und Wähler wissen, dass sich die Kluft zwischen Wahlversprechen und realer Welt nicht allein mit ein wenig Marketing überbrücken lässt.

Die Gemeinderatsfraktion der PD – Demokratische Partei
Stefano Fattor, Fraktionsvorsitzender
Monica Bonomini, stellvertretende Fraktionsvorsitzende
Silvano Baratta – Stefania Baroncelli – Monica Franch – Diego Laratta


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