Contro la rimozione di ogni tutela di genere per le candidature nei collegi uninominali del Trentino-Alto Adige Südtirol

Ogni giorno che passa, la Legge elettorale voluta dal centrodestra mostra buchi clamorosi. Nel corso delle audizioni al Senato, svolte dalla commissione Affari costituzionali a Palazzo Madama, stamattina è emerso che il testo approvato alla Camera ha rimosso qualsiasi tutela di genere per le candidature nei collegi uninominali del Trentino-Alto Adige:
– volendo, una forza politica può presentare dieci candidati uomini nei dieci collegi uninominali della regione, sei al Senato e quattro alla Camera. Un’anomalia inaccettabile, che si aggiunge ai già numerosi vizi che caratterizzano la pericolosa e sgangherata riforma elettorale del centrodestra.

Per non parlare del ridisegno del collegio senatoriale di Bolzano operato con l’evidente finalità di prefigurare gli esiti elettorali.

Quanto sta emergendo evidenzia un quadro allarmante che riporta indietro l’orologio della politica e dei diritti di cittadinanza delle donne e dei cittadini dell’Alto Adige Südtirol.

Non staremo a guardare.

Chiediamo a tutti le forze democratiche dell’Alto Adige Südtirol di presentare ordini del giorno nei consigli comunali per respingere questi tentativi di alterare il quadro normativo per inseguire una riforma elettorale che è destinata a peggiorare la rappresentanza e la qualità della democrazia nei territori del Trentino-Alto Adige Südtirol.

Carlo Bettio @Carlo Bettio
Segretario PD Alto Adige Südtirol
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Mit jedem weiteren Tag treten neue gravierende Lücken des vom Mitte-Rechts-Lagers gewollten Wahlgesetzes deutlicher zutage.

Im Rahmen der heutigen Anhörungen im Verfassungsausschuss des Senats im Palazzo Madama wurde deutlich, dass der von der Abgeordnetenkammer verabschiedete Text für die Kandidaturen in den Einerwahlkreisen der Region Trentino-Südtirol keinerlei Schutzbestimmungen zugunsten einer ausgewogenen Vertretung der Geschlechter mehr vorsieht. Eine politische Kraft könnte somit in allen zehn Einerwahlkreisen der Region ausschließlich Männer aufstellen: sechs für den Senat und vier für die Abgeordnetenkammer.

Dies ist ein inakzeptabler Rückschritt, der zu den zahlreichen Mängeln dieser gefährlichen und unausgereiften Wahlrechtsreform des Mitte-Rechts-Lagers hinzukommt. Ganz zu schweigen vom Neuzuschnitt des Bozner Senatswahlkreises, der offenkundig darauf abzielt, das Wahlergebnis bereits im Vorfeld zu beeinflussen.

Was derzeit ans Licht kommt, ergibt ein alarmierendes Bild: Wir werden in Südtirol in unserer demokratischen Entwicklung um Jahre zurückgeworfen. Das betrifft insbesondere die Rechte der Frauen, darüber hinaus aber auch die Rechte aller Bürgerinnen und Bürger unseres Landes.

Wir als PD werden dem nicht tatenlos zusehen. Wir fordern alle demokratischen Kräfte in Südtirol auf, in den Gemeinderäten entsprechende Tagesordnungsanträge einzubringen, um die Versuche zurückzuweisen, den gesetzlichen Rahmen zugunsten einer Wahlrechtsreform zu verändern, die unweigerlich zu einer Verschlechterung der politischen Repräsentation und der Qualität der Demokratie in Trentino-Südtirol führen wird.

Carlo Bettio
Sekretär des PD Alto Adige Südtirol


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