“Che il vicepresidente della Provincia Galateo reagisse in modo inaccettabile, visto il ruolo istituzionale, alla grande manifestazione democratica, pacifica e colorata di sabato in risposta all’iniziativa della destra sulla remigrazione c’era da aspettarselo. Già in altre occasioni si è avuto modo di misurare il tatto istituzionale dell’esponente di Fratelli d’Italia. Quello che lascia davvero stupiti sono, stando a quanto riportato dalla stampa, le analoghe dichiarazioni del sindaco di Bolzano.
Entrambi giocano su una provocazione di doppio livello, uno riferito a coloro che hanno partecipato al corteo, l’altro riferito alle altre istituzioni, ovvero la Provincia e le altre amministrazioni comunali dell’Alto Adige.
Per quanto concerne l’Amministrazione Provinciale vale appena la pena ricordare ad entrambi che la vicinanza politica delle due amministrazioni, Bolzano e Provincia, consentirebbe accordi/quadro, convenzioni, protocolli d’intesa sul tema da realizzare in pochissimo tempo stante la quasi sovrapponibile maggioranza di governo.
Per gli altri comuni, non dovrebbe essere complicato trovare un punto di intesa, stante le premesse, proprio per l’impulso che potrebbe venire dalla Provincia e dal suo ruolo di coordinamento.
Invece si agitano i problemi senza provare a risolverli, che sia per incapacità, per calcolo politico o per altre ragioni lo giudicheranno gli elettori.
Chi è sceso in piazza l’ha fatto perché ha compreso che dietro alla parola remigrazione vi è una concezione dei rapporti politici, dei rapporti tra le persone, di concezione della storia che richiama e risveglia i peggiori incubi del Novecento.
Le risposte dei vertici amministrativi del Comune e della Provincia a quella piazza democratica sono offensive e rivelatrici dell’impotenza di alleanze politiche che si tengono solo su presupposti nazionali ma incapaci di produrre risposte sui temi del governo del territorio. ”
Carlo Bettio
Segretario PD Alto Adige – Südtirol
Bolzano, 2 marzo 2026
“Dass der Vizepräsident der Südtiroler Landesregierung, Marco Galateo selbst angesichts seiner institutionellen Rolle inakzeptabel auf die große demokratische, friedliche und farbenfrohe Demonstration am Samstag als Reaktion auf die Initiative der Rechten zur “Remigration” reagieren würde, war zu befürchten. Bereits bei anderen Gelegenheiten ließ der Vertreter von Fratelli d’Italia politischen Takt und Anstand vermissen. Was nun aber aufhorchen lässt: Bozens Bürgermeister Claudio Corrarati bläst ins gleiche Horn, wie man den heimischen Medien entnehmen kann.
Beide provozieren doppelbödig, zum einen die Teilnehmerinnen und Teilnehmer der friedlichen “Gegen-Demonstration” und zum anderen die anderen Institutionen, nämlich das Land und andere Gemeindeverwaltungen Südtirols.
Was die Landesverwaltung betrifft, so seien Galateo und Corrarati daran erinnert, dass sich die Stadtregierung Bozen wie die Landesregierung politisch wohl nahe genug sind, um entsprechende Rahmenvereinbarungen, Konventionen und Absichtserklärungen zur Integration in kürzester Zeit auszuarbeiten und umzusetzen. Für die anderen Gemeinden dürfte es wohl auch nicht so schwierig sein, einen Konsens zu finden, gerade dann nicht, wenn die Landesregierung ihrer Koordinierungsrolle gerecht würde.
Aber anstatt an einer Lösung zu arbeiten, werden nun Probleme hochgekocht. Ob dies aus Unfähigkeit, aus politischem Kalkül oder aus anderen Gründen geschieht, werden die Wählerinnen und Wähler beurteilen.
Diejenigen Bürgerinnen und Bürger, die am vergangenen Samstag auf die Straße gegangen sind, haben sehr wohl verstanden, dass sich hinter dem Begriff „Remigration” eine Vorstellung von Politik verbirgt, die an die schlimmsten Alpträume des 20. Jahrhunderts erinnert.
Daher können die Reaktionen des Bozner Bürgermeisters und des Vizepräsidenten der Südtiroler Landesregierung auf diese demokratische Demonstration nur als Beleidigung der Bürgerinnen und Bürger verstanden werden. Die Reaktionen von Corrarati und Galateo offenbaren die Ohnmacht politischer Bündnisse, die nur nationale Interessen verfolgen, aber offensichtlich keine Lösungen für Herausforderungen auf lokaler und Landesebene liefern können.”
Carlo Bettio
Sekretär des PD Südtirol – Alto Adige
Bozen, 2. März 2026


